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Arte

I giardini del Vignola nella Tuscia

 

Tratto da "Controvoce" del 26/02/2005, Anno II, N. 9

Articolo di Francesca Pontuale


Viaggio nei giardini più belli ispirati dal genio del Vignola


Proponiamo un tour tra i più affascinanti e suggestivi giardini e parchi tardo cinquecenteschi della Tuscia, un modo come un altro per scoprire il lato scenografico ed appariscente delle dimore tardo-manieristiche dell'Alto Lazio.

Il nostro itinerario inizia dai meravigliosi giardini del Palazzo Farnese di Caprarola e dall'annessa Casina, detta del "Piacere" che, ideati dal Vignola nella progettazione iniziale dell'intero complesso, furono realizzati solo dopo la sua morte.


Palazzo Farnese - Caprarola

Palazzo Farnese - Caprarola


Dal Palazzo si accede tramite due ponti levatoi a due giardini, chiamati segreti, uno pisizionato ad ovest e l'altro a nord, ricavati dallo sbancamento delle pendici di una collinetta. La misura, la razionalità e la simmetria riescono qui a piegare la Natura alla volontà dell'uomo creando uno spazio tutto intellettuale dominato dalla figura geometrica del quadrato diviso all'interno in altri e quattro quadrati a loro volta suddivisi in altri quattro ancora più piccoli. I due giardini perfettamente simmetrici si distinguono, però, dalle fontane e dalle statue che li decorano.

 

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La Fontana del Giglio
Palazzo Farnese

 

 

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I Giardini Segreti
Palazzo Farnese

 

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La Palazzina del Piacere
Palazzo Farnese


A ovest si trova la fontana-grotta dei Tartari popolata da fauni, creature del bosco e stalattiti pendenti, dove l'acqua sgorga e zampilla tra le incrostazioni calcaree, e dove si era soliti rappresentare favole pastorali e storie bucoliche. A nord, invece, un quadriportico affaccia sul paesaggio della campagna romana con mosaici e statue di marmo.

Sopra ai giardini segreti si apre il parco che conduce alla Casina. Dopo un lungo viale costeggiato da abeti si giunge ad un primo terrazzamento dove la Fontana del Giglio innalza altissimi getti d'acqua, ai suoi lati si innalzano due muri con decorazioni rustiche e conchiglie che salgono guidando in prospettiva lo sguardo alla Palazzina. Al centro, tra due scalinate si snoda la Fontana dei Delfini in peperino, che si raccorda in alto con quella dei Fiumi.

Alla fine della salita si apre un secondo terrazzamento con statue di cariatidi e più in alto ancora, oltre la palazzina, un vasto giardino con sedili in pietra introduce alle pendici del monte che alimentava con le sue acque non solo le fontane, ma anche la miriade di scherzi d'acqua con i quali il cardinal Alessandro Farnese amava inzuppare e sorprendere i suoi ospiti.

Un'altra nipote di papa Paolo III Farnese, Beatrice, si occupò, invece, della ristrutturazione dell'antica rocca di Vignanello insieme al genero Sforza Marescotti. L'austera struttura del castello Ruspoli, serrata da quattro bastioni angolari, venne addolcita ed  elegantemente decorata solo nel 1611, quando Ottavia Orsini, figlia di Giulia Farnese, decise di realizzarvi un bellissimo Giardino all'italiana ad est della residenza articolandolo in varie parti, mentre a sud realizzò il Barco ed il Barchetto per la caccia.

 

Sopra: il Castello Ruspoli a Vignanello

A sinistra: il Giardino all'italiana


Il più importante ed interessante di questi giardini è quello della verdura, suddiviso in dodici parterre e perimetro composto da siepi miste di alloro, lauroceraso, viburno tino e bosso, all'interno delle quali i disegni sono formati da siepi di bosso più basso. Le aiuole centrali contengono le iniziali di Ottavia Orsini e dei figli Sforza Vicino e Galeazzo. Il giardino appartiene tutt'ora alla famiglia Marescotti Ruspoli che tramanda ancora nel tempo le tecniche di coltivazione e di manutenzione.

Sempre su commissione di un cardinale della cerchia di Alessandro Farnese il Vignola progetta il grandioso complesso della Villa Gambara poi Lante di Bagnaia dove riaffiora prepotentemente l'interesse per l'integrazione architettura-ambiente, con i padiglioni gemelli entro un Giardino all'Italiana con terrazze, fontane e giochi d'acqua.
 

IMMAGINI DI VILLA LANTE A BAGNAIA

Villa Lante a Bagnaia

 

 

IMMAGINI DI VILLA LANTE A BAGNAIA

Villa Lante a Bagnaia

 


Anche qui, come nei luoghi descritti precedentemente tutto è gestito dalla razionalità e dall'armonia delle forme. La Fontana del Pegaso domina la parte bassa del complesso e da essa si diramano due scalinate: una conduce al giardino e l'altra al Parco di elci secolari.

Al rigore, alla logicità di questi illustri esempi di parchi e giardini si oppone nello stesso periodo un modo di pensare e di concepire lo spazio verde molto differente per non dire opposto in quel di Bomarzo.

 

L'orco nel Sacro Bosco di Bomarzo

 


Nel Sacro Bosco di Bomarzo il linguaggio colto e moderatamente innovatore del Vignola si carica improvvisamente di motivi bizzarri e fantastici. Il grande parco, voluto da Vicino Orsini, anche lui, manco a dirlo, della cerchia dei Farnese, animato da mostri giganti, fontane, templi ed altre capricciose costruzioni, fu costruito intorno al 1563 "sol per sfogare il core" distrutto dalla morte della moglie: la bella Giulia Farnese.

 

 

Tratto da "Controvoce" del 26/02/2005, Anno II, N. 9
Articolo di Francesca Pontuale
Trevignano Romano (RM) - 2005

 

 

 

 

 
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