Le opere in scagliola, tecnica conosciuta in Italia come meschia o
mestura,(nel modenese) e pasta di marmo (a Napoli) o marmo artificiale
(a Rima, in Piemonte) e, in Germania come Stuckmarmor , e ancora in
Inghilterra come Bossi work (dal nome dell’artefice italiano attivo a
Dublino alla fine del ‘700), hanno avuto una diffusione capillare in
Europa tra il XVII e il XIX secolo.
In questo arco di tempo si sono delineate alcune aree e periodi in cui
la produzione di manufatti in scagliola, grazie al verificarsi di
condizioni particolarmente favorevoli, ha avuto punte di concentrazione
rilevanti: in Baviera, vedi la Reiche Kappelle a Monaco, in Lombardia ed
in fase più precoce nel modenese.
A Carpi troveremo i famosi paliotti di Guido Fassi, di Carlo Gibertoni,
Grifoni ed altri raffinatissimi artisti; in Lombardia la famiglia dei
Leoni e gli Intelvesi, e poi in Toscana il celebre frate Enrico Hugford
ed i fratelli Della Valle. Questi sono alcuni dei più famosi nomi di
artisti del passato e che ammirando le loro opere ci fa riflettere su
quanto era viva e florida questa tecnica fino all’inizio del secolo
scorso, il ‘900.
L’avvento delle guerre, della povertà e successivamente della
tecnologia , cosi come gli alti costi di manodopera hanno portato la
scagliola ad una fase di declino , fino a riscoprirne le sue peculiarità
negli anni ’60 del secolo scorso a Roma sotto il nome di Marmoridea ed
in questo ultimo decennio nel mondo del restauro per il recupero e la
conservazione delle pregevoli opere tramandateci.
Di scagliola si sono realizzati raffinati paliotti d’altare,
bellissimi piani di tavolo , pannelli decorativi ed altro con finissimi
intarsi, ed ancora pregevoli rivestimenti di questo stucco su colonne,
lesene e pareti ad imitazione dei più svariati marmi colorati e
preziose pietre dure.
I materiali di base per la lavorazione della scagliola sono il gesso del
tipo scagliola appunto(e da qui il nome della tecnica), colla di ossa in
perle e pigmenti, terre ed ossidi.
In passato il gesso veniva preparato nei laboratori artigiani
selezionando i migliori sassi, cotti e pestati nel mortaio in finissima
polvere, ma non abbastanza da non poter leggere oggi i piccoli cristalli
di selenite, garanzia di autenticità del passato.
La colla veniva e viene preparata a caldo per ottenere una soluzione
definita colla madre, e da questa con opportune diluizioni si prepara
l’acqua di colla utile per gli impasti.
Molto laboriose, in passato segrete ed insegnate esclusivamente da padre
in figlio sono le meschie (realizzate sempre a porte chiuse), venivano
realizzate a banco impastando gli “ingredienti “ principali con
complicate manipolazioni, fino a raggiungere un grosso impasto che
tagliato a fette veniva applicato alla superficie interessata, pareti,
colonne, piani di tavolo ecc..
Molto importante erano poi le levigature delle superfici, con il quale
si raggiungeva un grado di lucidatura che uguagliava e spesso superava
quella del marmo. la levigatura veniva realizzata con una serie di
passaggi, almeno sette, con pietre naturali partendo dalle pomici fino
ad arrivare alle ematiti, ogni passaggio realizzato con acqua era
alternato da stuccature , prima più dense poi fluide, lo scopo era di
chiudere i pori creatisi nel gesso,arrivando alla fine del processo
tecnico della scagliola.
La successiva oliatura e ceratura davano al prodotto una superficie
splendida e protetta.
Oggi i procedimenti tecnici sono pressochè uguali, si differenziano
esclusivamente da un gesso sicuramente più raffinato e dall’uso di
carte abrasive ad acqua al posto di alcune pietre.
Scagliole e Stucchi d'Arte di
Maurizio Feliziani
Via Altieri, 11 - 01010 Oriolo Romano (VT) - Tel. 3392314834 - Fax:
0699837454 www.scagliole.it - info@scagliole.it
Scagliola, stuccomarmo e marmoridea. Nuove
realizzazioni e restauro.
Si eseguono interventi di reintegro delle scagliole architettoniche,
colonne, piani di tavolo intarsiati, stemmi ecc.siamo disponibili per
consulenze e formazione sulla tecnica.
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