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La
tradizione ceramica ad Acquapendente ha origini antichissime dalle prime
produzioni, in verde ramina e bruno manganese, dell'alto medioevo fino
alle variopinte produzioni delle botteghe attuali innumerevoli
generazioni di artigiani hanno perfezionato quest'arte antica quanto il
mondo. |
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Le
tracce di questo lavoro oltre che nei laboratori ancora esistenti si
possono leggere negli angoli e lungo le vie del paese; numerose sono
infatti le targhe votive che impreziosiscono le facciate di case e
palazzi con i manufatti ceramici ad indicare una religiosità d'altri
tempi. |

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Il XVI secolo fu senza
dubbio il secolo di maggior splendore di questa arte: dai documenti si
apprende infatti che le produzioni acquesiane erano molto apprezzate a
Roma; "...sono ancora in detta terra tutte le sorti d'arti , ma
in maggior misura sono li calzolari, et vasari, altrimenti detti
vascellari, de quali sorte d'arte si lavora benissimo, et ha gran
spaccio in Roma per le corti di cardinali, et di prelati, li quali
mandano a posta in detta terra a farne fare i finimenti...". |
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Oltre all'attività in
loco esistono diverse testimonianze di un espandersi di questa attività
ai paesi del ducato di Castro (atti consiliari di Castro 8 maggio 1579):
"...un vassellaro da Acquapendente detto Giminiano Stellifero si
è offerto venire a mettere l'arte del lavorare delle vassella in
Castro, ha domandato le conditioni che sono in filza quali si leggeranno
che gli si debbano osservare et concedere..." |
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Mentre nel libro dei
consigli di Farnese del 3 giugno 1566 si legge: "Il vascellaro
d'Acqua Pendente che vole venire a stare in Farnese a fare bottiga à
lavorare di vascelli et per essere la terra da lavorare lontano adimanda
che la comunità s'oblighi a portarli et condurli in Farnese una soma di
terra da lavorare per foco". |
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Dagli scritti del Biondi,
storico locale del 1500 si deduce che i vascellari erano riuniti in
corporazionee nel 1589 erano distinti dai fornaciari che lavoravano i
mattoni e le tegole anche se questi li precedevano nelle processioni e
quindi più importanti nella scala sociale del tempo. |
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Altra testimonianza
dell'attività ceramica ad Acquapendente nel XVI secolo è la splendida
pala d'altare in terracotta invetriata, di scuola Robbiana, realizzata
da Jacopo Beneventano nel 1522 per la chiesa di San Pietro ed oggi
conservata nella Cattedrale. |
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Oltre alle testimonianze
scritte prima ricordate, in questi ultimi anni ne sono emerse altre
grazie alla sezione locale dell'Archeoclub d'Italia che ha concentrato
gran parte della propria attività sulla ricerca di ceramiche di uso
domestico; individuando un'area in cui probabilmente esisteva una
fornace attiva proprio alla fine del secolo XVI, tra i numerosi reperti
venuti alla luce non mancano oggetti che servivano al vascellaro per
svolgere il suo lavoro. |
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Sono stati trovati,
inoltre, appunti di lavoro segnati con il manganese su cocci, scritte,
date, monogrammi e numerose scorie di fusione. Una quantità di
materiale che permetterà, con l'aiuto degli enti preposti, lo studio
sistematico della ceramica acquesiana nei secoli. |
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Testo tratto dalla guida
alla Festa della Madonna del Fiore, a cura della Associazione Pro-Loco
di Acquapendente. |