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Anguillara
Sabazia (RM)
Il villaggio proibito
degli Antenati
Nel
lago di Bracciano si scava un sito preistorico: 500 mila reperti
Sdraio e windsurf ovunque,
quando il cielo capriccioso di settembre lo permette. Ma guai a mettere
piede in quell'insenatura. Non tutto il lago di Bracciano è balneabile.
Alla Marmotta, territorio di Anguillara, si possono immergere solo gli
archeologi subacquei. E solo se autorizzati.
Lì, con bombole e pinne,
si discende nella storia, anzi nella preistoria: c'è un villaggio del
neolitico antico (6000-3800 a.C.) sommerso: una Pompei sott'acqua, una
città degli Antenati. Sotto 10 metri di lago e 3 di limo, tutto si è
conservato.
Siamo alla fine dell'età
della pietra. L'origine dell'insediamento data a circa 7800 anni fa:
abitato per circa mezzo millennio, nel 5230 a.C. viene abbandonato. In
fretta. Gli abitanti della Marmotta lasciano pure stufati di ossa e
cereali nelle anfore e nelle ampolle. Due scoperte in una.
Nelle capanne abbandonate all'improvviso nel 5230 a.C.
ci sono anfore piene di cereali
Si apprende, così, che
alcune anfore erano dipinte e che - argomenti da paletno-botanica - i
"marmottiani" conoscevano già 200 specie di semi. Piantavano
orzo e grano, cacciavano, allevavano animali, filavano, pescavano e
naturalmente navigavano. Finora sono state riportate a riva cinque
piroghe lunghe dai dieci ai quindici metri. L'ultima, incompiuta, è
stata issata quest'estate. Un unico tronco, ricavato da una quercia. Non
si contano, invece, i modelli di vascelli in miniatura. Forse votivi.
Gli archeo-sub finora
hanno messo in inventario più di 500 mila pezzi. Molti dei quali da
assemblare, studiare, catalogare. Un lavoro lungo e certosino che
finisce al Pigorini, il museo nazionale preistorico ed etnografico, con
sede all'Eur. Lì è esposto quanto recuperato dal lago: le piroghe, le
ceramiche (statuette, vasi con beccucci, scodelle, anfore o olle), le
accette di pietra, i falcetti con manico in legno e lama in selce.
A coordinare lo scavo
stratigrafico (effettuato con una sorta di aspirapolvere subacqueo) e il
museo la soprintendente alla Preistoria, Maria Antonietta Fugazzola. Lei
per amore del villaggio della Marmotta - che ha scoperto, in seguito ad
un lavoro avviato nel lago dall'Acea nel 1989 - è diventata una sub
provetta, "Immergendoci leggiamo la storia - spiega - Riusciamo a
vedere come vivevano e mangiavano prima della scoperta del ferro. Sotto
l'acqua c'è un grande "paese" da scoprire, con strade e
viali, esteso per almeno due ettari e mezzo. Ci sono ancora i pali delle
case rettangolari, piatti e resti organici. E stiamo solo al 10 per
cento degli scavi". L'unico cruccio: fare presto. Ci sono anche i
tombaroli-sub.
Adelaide
Pierucci
Corriere della Sera del 14/09/2005
Tra le
case del Neolitico una statua della Madre Terra
Una statuetta di pietra
saponaria che riproduce una donna dalle forme abbondanti, simbolo di
fertilità: è questo, insieme alle piroghe, il reperto più
interessante ripescato dal villaggio neolitico della Marmotta, sommerso
dal lago di Bracciano. Era ottobre 2000. Prima nulla di simile e
dell'epoca era stato ritrovato nella Penisola.
Sembra la Dea Madre,
simbolo della Madre Terra e ricorda le più antiche figurine greche. Per
la soprintendenza alla Preistoria è la prova che gli abitanti del
villaggio della Marmotta provenivano dalla Grecia, dall'Oriente. Che era
gente arrivata dal mare, con barche scolpite con accette di pietra.
Erano coloni che si portavano dietro i loro usi e la loro religione.
La statuetta, infatti,
viene considerata votiva. Una conferma la darebbe il luogo del
ritrovamento. Le case, realizzate con tronchi, paglia e fango, misurano
all'incirca sei metri per 8. L'edificio dove è stata trovata la
"dea" ne misura dieci. Forse, poteva avere funzioni rituali.
Corriere
della Sera del 14/09/2005
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