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Barbarano
Romano (VT)
Dalla Cassa Rurale ed Artigiana alla Banca di Credito Cooperativo di Barbarano
Romano
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1 - STORIA DI UN QUARANTENNIO
L'attuale Banca di Credito Cooperativo di Barbarano Romano nasce nel
1962 sotto la denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana e con la figura
giuridica di società cooperativa a responsabilità illimitata.
In data 27 ottobre di
quell'anno, infatti, l'avv. Mario De Facendis, notaro in Viterbo, stila
il relativo atto costitutivo, su richiesta di quarantasei abitanti di
Barbarano, per la maggior parte agricoltori: delle altre categorie
professionali, figurano nell'elenco quattro artigiani, un medico, un
impiegato, un commerciante, oltre ad un pensionato e ad un giovane che
viene indicato solo col titolo di ragioniere, probabilmente perché,
appena ventunenne, non aveva ancora trovato una sistemazione
professionale.
Sono questi i soci
fondatori della Cassa, e dal loro seno scaturisce, eletto con voto
unanime, il primo Consiglio d'Amministrazione, che ha come presidente
Salvo Maria Sagretti e come vice Giuseppe Berretta.
Il 27 ottobre, quindi, i
quarantasei promotori dell'iniziativa, alla presenza del notaio avv. De
Facendis, sottoscrivevano il documento costitutivo della Cassa, di cui
il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio ha già
esaminato ed approvato lo Statuto, come risulta dalla lettera loro
inviata il precedente 20 agosto, tramite la sede viterbese della Banca
d'Italia.
"La Società" - come
precisa l'atto - "ha lo scopo di procurare il credito in primo luogo ai
propri soci e di compiere le operazioni e i servizi di banca consentiti
dalla legge e dal presente Statuto prevalentemente a favore di
agricoltori ed artigiani, il miglioramento delle condizioni economiche
dei quali costituisce la sua principale ragione di essere". Un altro
fine che essa si propone è quello "di fare opera di propaganda per il
risparmio e la previdenza".
La durata della società è
fissata in cinquanta anni, e pertanto il termine (prorogabile, comunque,
anche più volte) viene posto al 31 dicembre 2012. E' sufficiente una
quota di mille lire per divenire socio della Cassa; e se tra i soci
fondatori figurano iscritti con una sola quota ciascuno, mentre gli
altri sono, per la maggior parte, compresi fra le due e le venti. Due
sono possessori di venticinque quote, altri due di trenta. Cinque,
infine, ne hanno acquistato ciascuno un numero più alto:
rispettivamente, quaranta, cinquanta, sessantuno, cento e
duecentocinquanta. In totale, il capitale sociale all'atto della
costituzione ascende complessivamente a novecento quote, per un totale
di novecento mila lire.
L'atto stabilisce anche i
criteri per la formazione del capitale sociale, costituito
prevalentemente dalle quote di partecipazione dei soci, nonché i criteri
di elezione e le prerogative del Consiglio d'Amministrazione e del
Collegio Sindacale.
In particolare, il primo
dei due organismi "viene autorizzato ad introdurre nel presente atto e
nell'allegato Statuto quelle varianti che eventualmente venissero
richieste dall'Autorità Giudiziaria e da quella Governativa".
Pergamena con l'elenco dei soci fondatori
Uno dei soci fondatori, il
rag. Mario Guerrini - che, dopo essere stato per lunghi anni membro
effettivo del collegio sindacale, ne è divenuto presidente nel 1999 - ha
recentemente rievocato, sul periodico delle Banche di Credito
Cooperativo, alcuni momenti della storica seduta costitutiva. Anzitutto,
la raccolta della somma stabilita: "Fu molto difficile mettere insieme
l'equivalente del capitale iniziale. Per raggiungere la quota necessaria
uno dei promotori si recò a casa e portò quanto ancora mancava in buoni
postali". Il ventunenne neodiplomato provvede, poi, a sciogliere i dubbi
di coloro che apparivano restii a firmare, perché preoccupati
dall'impegno finanziario che poteva portare la dizione "a responsabilità
illimitata": "Fresco di studi presi la parola e, non senza soggezione,
mi permisi di dire a persone più grandi di me di non aver dubbi, perché
se avessero amministrato la Banca come i loro patrimoni e con la
saggezza usata come padri di famiglia, avrebbero gettato le premesse per
la più importante impresa privata di Barbarano". E conclude: "Infatti
così è stato".
Sono questi i fondamenti
da cui, in un pomeriggio di autunno del 1962, inizia la vita e
l'attività del nuovo organismo sorto per portare un consistente e
fattivo contributo al rilancio dell'economia di una zona le cui indubbie
risorse erano state, fino ad allora, scarsamente valorizzate.
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