Lazio Nord 

Home Operatori economici Inserisci azienda Comuni Links Articoli e argomenti Fotogalleria Mixer Top list
 

 

 

Suggerimenti e osservazioni

 

Inserisci azienda

 

Logo Atlas

Realizzazione

 Maurizio Farnetti

Hit Counter
 
 
Inserimento gratuito nelle categorie degli operatori economici.
 

 

 

 Barbarano Romano (VT)

Storia di Barbarano Romano
1/3

DA MARTURANUM A BARBARANO ROMANO

Per chi si reca a Barbarano, l'incontro con il centro storico avviene quando, superata la parte moderna dell'abitato che si estende su un terreno pianeggiante o in leggero declivio, giunge di fronte alle poderose mura erette nel Duecento per difendere dalle invasioni l'unico tratto di facile accesso al Borgo.
Infatti, le case - che conservano ancora tracce della loro architettura originaria - sono difese sugli altri lati dalle pareti a strapiombo del lungo sprone di roccia tufacea a pianta triangolare su cui sorgono, secondo uno schema riscontrabile anche in vari altri centri della Tuscia, chiaramente dettato dalle esigenze di sicurezza, preminenti in quei lontani secoli.


Panorama di Barbarano Romano (foto di Vittorio Sperandei)

Nella cinta di mura si apre alla base di una torre la quattrocentesca Porta Romana, ristrutturata alla fine del '700. Dopo averla varcata, il visitatore percorre una delle tre vie parallele lungo le quali si snodano le case del Borgo e giunge, infine, al nucleo primitivo dell'abitato, il Castello.
I resti di tombe etrusche e romane e di dimore preistoriche rinvenuti nei pressi stanno a testimoniare l'esistenza di antichi insediamenti, ai suoi margini e sulle pendici del versante opposto della valle.
Il Castello era un tempo difeso da una seconda cinta di mura, costruita probabilmente tra il IX e l'XI secolo, ed in essa si apriva la Porta d'Ognissanti, dominata da una torre pentagonale, che ricordava nel nome il re Desiderio.
Il richiamo al re longobardo si spiega con l'attribuzione a lui della fondazione del Castrum Barbarani, secondo un famoso decreto, generalmente ritenuto, però, dagli studiosi un'abile invenzione di Annio da Viterbo, un disinvolto erudito domenicano del '400.
Più attendibile appare, invece, l'ipotesi di identificare in questo nucleo primitivo di Barbarano l'erede dell'antica Marturanum. Tale ipotesi è stata sostenuta da un autorevole studioso viterbese della prima metà del '900, Augusto Gargana, e trova fondamento in un passo del diploma con cui il figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, confermò nell'817 le donazioni fatte dal padre alla Chiesa.
Pertanto, l'area del Castello andrebbe vista come il luogo dove si era trasferita la popolazione dell'antico Marturanum, un centro situato nella vicina zona di San Giuliano, oggi compresa nell'area del Parco suburbano di recente istituzione, in cui è ancora possibile individuare resti di mura e di costruzioni del periodo etrusco-romano e della chiesa medievale dedicata a quel Santo.
Invece un'altra teoria, fondata sull'assonanza dei nomi, pone Marturanum (alcuni optano per la variante Manturanum) più a sud, nel luogo dove poi sorse Monterano, nei pressi di Manziana.
La mancanza, nel corso dei secoli, di un'efficace opera di salvaguardia della cinta di mura del castello è stata la causa, nel 1930, del crollo della torre di Desiderio e della conseguente rovina della porta sottostante e di parte dell'attiguo edificio comunale, un tempo sede dei Priori, con la perdita di molti dei preziosi documenti conservati nell'archivio.
Trova conforto in un passo dell'Italia Sacra dell'Ughelli l'ipotesi che in epoca romana Marturanum facesse parte della Prefettura di Claudio. Passando all'alto Medioevo, fin dal VII secolo esso risulta  sede vescovile: nel 649, tra i vescovi che partecipano al Concilio Lateranense, indetto da Martino I contro l'eresia monotelita, figura Reparato, che si firma "Episcopus Sanctae Marturanensis Ecclesiae"; è, poi, documentata la presenza di suoi successori in vari concili dei secoli seguenti.
Nel 726 è registrata la spontanea sottomissione degli abitanti al nascente potere temporale della Chiesa. Segue, due anni dopo, la breve parentesi del dominio imposto da Tiberio Petasio, che si era ribellato al pontefice e si era autoproclamato imperatore di Roma: uin'avventura conclusasi con la vittoria dell'esarca bizantino Eutichio, inviato dal pontefice Gregorio II a debellare l'usurpatore. Petasio, dopo la cattura, venne ucciso e decapitato, e la sua testa fu inviata a Bisanzio, all'imperatore Leone III.
Il mutamento del nome primitivo in quello di Barbarano viene visto, pur con qualche variante, come derivazone dal termine "barbaro", ancora usato in quei tempi ad indicare i "non latini", in particolare gli appartenenti alla razza germanica, e quindi anche i militari dell'esercito imperiale che presidiavano il castello, e talora vi prendevano stabile residenza, insieme alle loro famiglie.
Posteriore è, invece, la devozione dei barbaranesi per Santa Barbara, il cui culto non è testimoniato prima del '500; pertanto, l'origine del toponimo non può essere individuata nel nome di questa Santa, la cui solennità viene ora annualmente ricordata dagli abitanti in quanto patrona del Paese.

 

 
Utilità
News Il Tempo
News Il Messaggero
Trenitalia Lazio
Alitalia
Meteo Lazio
 

 
 
 
Inserimento gratuito
 nelle categorie degli operatori economici.