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  Blera (VT)

Storia: Gli Anguillara di Ceri
Tratto dal volume "Banca di Credito Cooperativo di Barbarano Romano - Quarant'anni al servizio delle comunità locali - 1962/2002"
Nel 1503 con l'ascesa al soglio di Pietro dell'energico Giulio II, il cardinale Giuliano della Rovere, Bieda ritorna sotto la giurisdizione del pontefice, che nomina Governatore perpetuo il cardinale Raffaele di San Giorgio, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Nel 1515 il porporato promuove la compilazione di uno Statuto e l'anno dopo rimette il suo potere nelle mani di Leone X, che ne investe Lorenzo degli Anguillara di Ceri.

Appartenente ad un ramo collaterale della nobile famiglia degli Anguillara di Ceri, Lorenzo era imparentato con gli Orsini per parte di madre. Fin da giovane si era dedicato al mestiere delle armi, affermandosi ben presto come uno dei più esperti e valorosi condottieri del suo tempo.

Nei primi decenni del '500 aveva partecipato alle guerre della Lega di Cambrai e della Lega Santa al comando delle milizie pontificie e, per breve tempo, di quelle della repubblica di Venezia. Per il pontefice, la cessione di Bieda costituiva il pagamento del compenso dovutogli per la sua opera di capitano, che egli continuò a svolgere anche negli anni successivi, passando, dopo la morte di Leone X, al servizio del re di Francia Francesco I.
Pertanto, tenuto lontano da Bieda e, spesso, dall'Italia dalla partecipazione alle frequenti guerre di quel periodo, egli esercita la signoria solo attraverso propri commissari. Sempre presente sui campi di battaglia, annovera tra le sue ultime imprese lo sfortunato tentativo di difendere Roma, nel maggio del 1527, dal feroce saccheggio dei lanzichenecchi mandati da Carlo V contro Clemente VII.
Dopo aver superato indenne tanti pericoli, Lorenzo muore in Francia nel 1536, in seguito alla caduta da cavallo durante una partita di caccia.
Nel possesso di Bieda gli subentra il figlio Lelio, che non segue le orme del padre. Infatti, al mestiere delle armi ha preferito la più tranquilla carriera ecclesiastica. E' anche lui un Orsini per parte di madre, essendo nato dalla seconda moglie di Lorenzo, Francesca, figlia di Giangiordano Orsini.
Egli stabilisce la propria residenza  nel paese, alle cui vicende partecipa direttamente, come risulta da varie testimonianze. Si può ricordare, in proposito, la parte da lui avuta, nel 1564, nella conclusione della cinquantennale contesa tra Bieda e Barbarano per la definizione dei confini territoriali tra i due paesi. A lui si deve anche l'iniziativa di far tradurre in volgare il testo dello Statuto del 1515.
Alla sua morte, nel 1572, per la mancanza di eredi Bieda ritorna alla Chiesa, che la governerà ancora per tre secoli, fino alla caduta del potere temporale ed alla conseguente annessione delle province pontificie la Regno d'Italia
 
 

 
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