Inserimento gratuito nelle categorie degli operatori economici.
Blera (VT)
Tradizioni: Due Santi
fra leggenda e realtà
Tratto dal volume
"Banca di Credito Cooperativo di Barbarano Romano - Quarant'anni al
servizio delle comunità locali - 1962/2002"
La prima notizia che abbiamo sull'esistenza della diocesi di Blera
risale al sinodo indetto nel 487 dal papa Felice III; in un documento
relativo a quella assemblea, infatti, troviamo il nome di Massimo che se
ne qualifica vescovo. Tuttavia, una tradizione profondamente radicata
fra gli abitanti, ne anticipa la fondazione di un trentennio, ponendo
come primo vescovo, nel 457, San Vivenzio.
La vita e le vicende di questo personaggio, innalzato poi dai blerani a
loro Patrono, non trovano adeguati riscontri in una testimonianza
documentaria diretta. Infatti, le prime notizie su di lui si trovano in
testi posteriori di vari secoli e quindi si fondano solo su una
plurisecolare tradizione orale.
Pertanto, pur senza metterne in dubbio la reale esistenza, il ricordo
dei suoi vari episodi è essenzialmente legato a questa tradizione. Ne
ricorderemo il più drammatico: il brutto scherzo giocatogli da alcuni
giovani sciagurati, che indusse tutto il paese ad accusarlo di voler
intrattenere rapporti illeciti con donne. Un'accusa del tutto infondata,
ma che lo costrinse ad abbandonare la sua diocesi ed a ritirarsi in
solitudine in una grotta nei pressi della necropoli di Norchia.
Qui si trattenne in penitenza ed in preghiera per lunghi anni, fino a
che i paesani, resisi conto della sua innocenza e venuti a conoscenza di
un miracolo da lui compiuto, si recarono pentiti a prenderlo, per
riportarlo trionfalmente a Bieda. Il suo ritorno, però, coincise con la
sua morte.
San Vivenzio viene festeggiato tre volte nel corso dell'anno. L'undici
dicembre ricorre la sua festa ufficiale, ma più pittoreschi sono i
pellegrinaggi che hanno luogo il lunedì dopo la Pasqua e la seconda
domenica di maggio. In questi due giorni i fedeli percorrono a piedi,
tra preghiere e canti, i circa dodici chilometri che dividono la
cittadina dalla grotta in cui il Santo - come abbiamo detto - si era
ritirato.
Nella chiesetta che si erge in quel luogo viene celebrata la Messa e,
dopo il doveroso omaggio all'eremo, la cerimonia si conclude con un
pranzo al sacco, necessario per reintegrare le energie di coloro che si
sono sottoposti alla faticosa marcia, ed in previsione di un altrettanto
impegnativo ritorno.
Ancora più avvolta nel poetico alone della leggenda è la figura di San
Sensia , che si colloca agli albori del Cristianesimo, quando gli ultimi
resti della potenza romana venivano travolti dalle ondate delle
invasioni barbariche.
Nei primi decenni del V secolo, Genserico, re dei Vandali, attraversò
l'Italia con le sue orde, seminando ovunque lutti e rovine e passò
successivamente in Africa, dove nel 439 conquistò Cartagine. Si era
trascinato dietro dall'Italia, in schiavitù, un gruppo di seguaci della
religione cristiana, tra cui Sensia.
Il comandante di una nave si impietosì per la loro sventura e li aiutò a
fuggire, imbarcandoli di nascosto. Nel corso della navigazione la nave
toccò la Sardegna ed altre isole del Tirreno ed in esse si distribuì il
gruppo dei prigionieri liberati. Sensia, invece, proseguì fino alle
coste della Tuscia e successivamente raggiunse la zona di Blera, dove si
stabilì in una grotta, adattandosi per vivere all'umile mestiere di
ciabattino. Quando, però, il suo miracoloso intervento liberò il luogo
dalla minaccia di un terribile drago, gli abitanti in massa si
convertirono, facendosi battezzare da lui.
Dopo la morte venne sepolto nella chiesa cui era stato dato il suo nome
e che, sulla base di un passo del Liber Pontificalis, risultava ancora
esistente alla fine dell'VIII secolo. A quell'epoca, però, le sue
reliquie erano state già oggetto di furto, durante una loro incursione,
da parte di un gruppo di armati del Ducato longobardo di Spoleto, che le
avevano poi collocate in una chiesa della loro città.
Utilità
News Il
Tempo
News Il
Messaggero
Trenitalia
Lazio
Alitalia
Meteo Lazio
Inserimento
gratuito
nelle categorie degli operatori economici.