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Bomarzo (VT)
Visita guidata al Parco
dei Mostri
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Ma le sue unghie lavorano sempre la terra con una specie di rabbia.
Grazie alla sua coda da delfino, essa fa parte anche del mondo marino.
Esse partecipano alla nascita delle nuvole e provocano la pioggia. I leoni
che stanno in mezzo sono posti lì non solo perché discendono da
Echidna, ma anche perché figurano negli stemmi di Viterbo, fondata da
Ercole, capitale poi della provincia da cui dipende Bomarzo. Il maschio,
con una zampa dritta, doveva tenere una sfera. Inoltre simboli solari, i
leoni sono consacrati a Cerere e la loro costellazione è vicina a
quella dell'Orsa.
Con questo gruppo di sculture la vostra visita alla Villa
delle Meraviglie, o al Sacro Bosco o se volete al Parco dei Mostri è
ultimata. Prendete il sentiero e ritornate al cancello d'entrata; ma se
volete avere un'ultima nota sentimentale, a metà sentiero e
precisamente avanti alla scala di pietra che avete discesa all'inizio
della visita, girate a destra, passate davanti al Mausoleo, ed alla
sommità del sentiero vi troverete a destra davanti alla...
Rotonda
Serviva da balcone al terrazzo delle ghiande sottostanti.
Si assomiglia anche ad una tribuna circolare, come quella dei Circhi
Romani. Ed ora sulla vostra sinistra il...
Tempio
Vicino Orsini lo paragonava alla cupola di Santa Maria
del Fiore, a Firenze. Il suo stile composito, la sua forma ottagonale,
le sue colonne abbinate, il suo portico tetrastilo, fanno pensare più a
Ligorio che al Vignola. Il suo aspetto esterno richiama soprattutto il
tempio delle Tre Fontane, che si trovava a Roma sul Pincio, nella vigna
dove si costruì Villa Medici o quello della Fortuna Vicina, che si
erige nello stesso giardino di Vicino.
Il portico assomiglia al santuario di Plutone, o di Dis
Pater, con le sue colonne rustiche, e a quello di Fauno. In mezzo al
frontone, un arco, lo stesso del tempio di Diana d'Hypapae, che si
ergeva sul monte Paravicimeno, nella terra Lidia da cui venivano i
toscani. Il soffitto del portico è ornato di rose Orsiniane, al centro
una piccola fenice e una costellazione. Nell'interno, è rotondo come
quelli di Marte, di Cerere, di Proserpina, di Vesta, di Remo e Romolo.
Questo tempio non faceva parte della Villa delle
meraviglie, fu fatto costruire una ventina di anni dopo, per onorare la
memoria della seconda moglie dell'Orsini, che era una principessa
Farnese. In memoria di questo amore fra marito e moglie ho da tempo
proposto che in questo tempio si celebrino matrimoni religiosi, e che ci
si ritrovi poi a festeggiare il 25° ed il 50° anno di matrimonio e
perché no, il 75° anno.
Conclusioni
La visita è così terminata, molte cose rimangono un
mistero, forse fra qualche anno, ritornando a visitare questo luogo
avrete cose nuove da vedere e migliori notizie. Questo è il mistero che
racchiude il "Sacro Bosco" che solo a se stesso ed a nessun
altro assomiglia. Poco più di quattrocento anni orsono, qui era un
terreno selvaggio, disseminato di massi informi; la geniale volontà di
Vicino Orsini e la bravura di Pirro Ligorio lo ravvivarono con figure
magiche e meravigliose.
Se allontanandovi dal Tempio, vi sembrasse d'incontrare
quel gentil signore, un po' mesto e pensoso, assorto nel ricordo della
sua consorte, potete cavallerescamente congedarvi da lui ripetendogli i
versi che avete già letto durante la visita, quei versi che a suo tempo
gli furono dedicati dal "Bitussi" che fu un grande ammiratore
dell'Orsini e che dicono:
"Del Vostro ingegno angelico e celeste
della bell'alma e del pensier ardente
di purissimo foco ed immortale
fa chiarissima fede ad ogni gesto
la bellezza che in don dal cielo aveste".
Ed ora, oso sperare che a me non si vorrà disconoscere
il coraggio di aver contribuito a salvare questo patrimonio artistico,
unico nel suo genere al mondo e che onora la nostra cara ed amata
Italia.
Giovanni Bettini
L'autore
Mi chiamo Bettini Giovanni, ho t2 anni e dal 1954 sono il
proprietario di questo "Bosco". Provengo dall'agricoltura e
per il mio lavoro disinteressato a favore dei più bisognosi sono stato
insignito con le Onorificenze di Maestro del Lavoro e di Commendatore e
Grande Ufficiale al merito della Repubblica.
Poi un infortunio sul lavoro mi rese non idoneo nel
lavoro dipendente, per cui, di salute precaria e con pochi mezzi fui
costretto, per vivere a cercarmi un'occupazione indipendente. Il buon
Dio mi venne in aiuto facendomi trovare questo "Bosco" che da
centinaia di anni era abbandonato ed in vendita, ma che nessuno voleva
perché non sapevano cosa farne.
Da circa trent'anni lavoro per il restauro e le ricerche
storiche, coadiuvato da mai moglie e dai miei figli. Sono orgoglioso di
dichiarare che la famiglia Bettini ha salvato all'Italia un bene
culturale unico nel suo genere al mondo.
Sono stato insignito della Onorificenza di Dott.
Accademico dell'Accademia Mondiale Artisti e Professionisti. Ci tengo a
dichiarare che tutto il lavoro fatto è stato fatto in mezzo a
privazioni famigliari senza chiedere un soldo allo Stato.
Mi auguro che alla mia pochezza abbia supplito la realtà
di questo luogo.
Giovanni Bettini
Il testo sopra
riportato è stato tratto integralmente dalla pubblicazione:
Bomarzo
Parco dei Mostri
nato nel 1552 come "Villa delle Meraviglie"
definito anche "Sacro Bosco"
a cura di Giovanni
Bettini
Dottore Accademico dell'Accademia Mondiale Artisti e Professionisti
Impresso nello
Stabilimento Litografico Union Printing Viterbo - 1982
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