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Il
Parco Suburbano Valle del Treja prende il nome dall'omonimo fiume che lo
percorre al centro di aspre e verdeggianti forre tufacee. Esso è
situato nel territorio dei Comuni di Mazzano Romano e Calcata, ed occupa
complessivamente una superficie di circa 1000 ha. |
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Il parco è stato
istituito con Legge della Regione Lazio del 22 settembre 1982, n. 43, ed
è amministrato da un Consorzio tra i Comuni di Mazzano Romano e
Calcata. |
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La maggior parte del
territorio del Parco si estende nel medio tratto del fiume Treja ed è
rappresentato dalle gole e dallo stretto fondovalle ricoperto da una
ricca vegetazione arborea. Fanno eccezione i rilievi di Narce, Monte Li
Santi e Pizzopiede per lo più incolti ed utilizzati a pascolo. |
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La pianura circostante la
valle è coltivata a seminativo, orti, vigneti, uliveti e noccioleti che
ne ordinano il disegno fino al margine delle pareti arboree della forra. |
Gli scopi istitutivi di
quest'area possono sintetizzarsi in alcuni punti fondamentali:
- tutelare e conservare il patrimonio naturale in tutti i suoi
molteplici aspetti, con particolare riferimento alla flora, alla fauna,
alle acque, ai boschi e al suolo;
- valorizzare le risorse ai fini di una razionale fruizione da parte dei
cittadini;
- promuovere attività turistico-educative per una più diffusa
coscienza ambientale. |
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I PAESI |
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I centri storici di
Mazzano Romano e Calcata sono entrambi compresi nell'area del Parco. La
struttura medioevale di Mazzano, è tuttora ben riconoscibile. Il paese
è isolato da ogni parte dalla gola del Treja ed accessibile soltanto da
un ingresso voltato affacciato sulla forra. |
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Percorrendo l'unica via
che ad anello attraversa le abitazioni si possono riconoscere nella
Piazza dell'Antisà i resti del coro dell'antica chiesa del secolo XVI,
attribuita al Vignola. La chiesa fu demolita dal Genio Civile nel 1940
perché una parte essenziale della navata minacciava di crollare e
precipitare a valle. |
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Calcata è forse uno dei
migliori esempi di piccolo abitato fortificato medioevale oggi esistente
in Italia. Le case sembrano nascere dalla roccia che s'innalza isolata
in forma di tamburo circolare, traforata qua e là da antiche abitazioni
trogloditiche. Tutt'intorno si sviluppa la vallata del Treja. |
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Al borgo si entra tramite
una doppia porta ad arco sovrastata dalle mura merlate del "Palazzo
Baronale degli Anguillara". Calcata, a somiglianza dei grandi
centri storici cittadini, ha conosciuto in questi ultimi decenni una
vera e propria rivoluzione demografica: i vecchi cittadini sono
trasmigrati altrove (a Calcata nuova), sostituiti da immigrati
provenienti generalmente dalla Capitale. |
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GEOLOGIA E MORFOLOGIA |
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L'origine e l'evoluzione
geologica della Valle del Treja è strettamente legata ai fenomeni
eruttivi degli apparati vulcanici Vicano e Sabatino che nel quaternario
alternarono le loro attività esplosive. |
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Durante le esplosioni
vulcaniche localizzate nei centri eruttivi di Vico, Sacrofano, Baccano,
e nei dintorni del lago di Bracciano, le miscele di gas e fluidi (magma)
si aprirono la via verso la superficie fino a proiettarsi all'esterno,
con grande violenza e a grande distanza, enormi quantità di materiali
che accumulandosi e cementandosi hanno dato origine agli attuali banchi
di tufo presenti nel Parco. |
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Ceneri, lapilli, scorie si
vennero perciò accumulando mano a mano, intervallati da periodi di
quiete, sui sedimenti marini e fluvio-lacustri preesistenti ed oggi
messi in luce dall'erosione del fiume Treja nella parte medio bassa del
suo bacino. |
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Tufi con inclusi lavici e
pomicei, pozzolane, ignimbriti dal colore rossastro e giallastro e
pomici sono perciò largamente rappresentati nell'area del Parco con
intercalati localmente depositi diatomeiferi (alghe unicellulari
microscopiche dal guscio siliceo), testimoni di piccoli invasi lacustri
formatisi tra un'eruzione e l'altra. |
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Durante il lungo periodo
di intensa attività vulcanica (circa 400.000 mila anni) i processi di
erosione fluviale ed eolica, l'azione divaricatrice della vegetazione
arbustiva nonché quella del gelo e disgelo hanno modellato lentamente
ma inesorabilmente il paesaggio. |
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L'attuale quadro
morfologico dell'area del Parco presenta motivi ricorrenti lungo le
profonde incisioni del Treja, del Fosso della Mola e del Fosso della
Selva. L'aspetto più singolare è costituito dall'andamento "meandreggiante"
del Treja proprio nel tratto compreso tra Mazzano e Calcata.
L'altitudine varia da 224 metri s.l.m. (Pizzopiede) a 76 metri s.l.m.
(Fiume Treja a Cerasolo). |
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