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Canino
(VT)
La fontana salvata Articolo di
Massimo Faggiani
da "La Loggetta" - Gennaio-Febbraio 2004
Alla
metà del precedente mese di novembre sono andato a Canino. Presentato
da cari amici, ho ottenuto dal parroco il permesso di consultare
l'archivio. Una mattina di sole, io solo seduto nella bella sagrestia
con di fronte quei vecchi libroni. Il libro che raccoglie le sedute del
Capitolo alla data del 22 luglio 1828 dice:
"Per
riguardo alla costruzione di una nuova fontana in questa pubblica piazza
di Canino, rimossa l'antica, faccio riflettere alle Signorie Loro, che
nell'attuale antichissima fontana vi è incisa in una delle lapidi lo
stemma capitolare, che forma cerchio con altre lapidi nelle quali vi
sono stemmi dei più alti personaggi, cioè serenissimi Duchi
dell'antico Castro, ed i vetustissimi porporati dalla antichissima Em.
Casa Farnese, e di altri distinti personaggi di alto rango che formano
l'onore della Patria e del Capitolo, nonché al Capitolo i diritto di
conservare ai posteri la memoria..."
"Così ridursi la
cosa ad un vero barbarismo, se si permettesse che si cancellasse tale
preziosa memoria, specialmente quella del gran pontefice Paolo III, nato
in Canino e prodigo benefattore della sua Patria... Tali ragguardevoli
memorie, degne di esistere e di essere trasmesse ai nostri posteri, come
i nostri antecessori scrupolosamente le trasmisero a noi..."
"Che tutto il
vantaggio della nuova fontana si ridurrebbe al solo botteghino di pochi
muratori, nel qual caso deve attenersi al bene pubblico e non al
privato... Il lavatoio posto nella piazza detta della Piana, che non
manda più acqua, motivo per cui conviene attualmente alle povere
femmine condursi al fosso così detto di sotto, ossia ai Molini, dove la
maggior parte per l'eccessive fatiche nel salire, scendere, ed incomodo
nel lavare, va a perdere o la salute o la vita, specialmente nelle
attuali stagioni o nell'inverno. 22 luglio 1828, Gio.Battista Spaccari".
Fuori, uscendo dalla
chiesa, a mezzogiorno, sulla sinistra, dietro ad uno steccato di lavori
edili, la fontana salvata. Una bella fontana antica del Quattrocento ora
restaurata. Io, lì in silenzio a guardare, spinto sulla punta dei
piedi, intorno l'odore dell'olio nuovo, dei vecchi al sole sulle
panchine.
Ringrazio don Giovanni
Battista Spaccari parroco di Canino nel 1829. Oggi non ci sono più Spaccari
a Canino; ci sono degli Spaccacerri e a Viterbo degli Spaccapeli,
ma non ho trovato Spaccari. Di questo uomo è rimasto il
salvataggio della antica fontana. E pure la proposta di riparare il
lavatoio per rendere meno gravosa la vita delle femmine.
L'episodio mi sembra interessante. Circa due secoli fa la qualità della
civiltà è espressa da un bravo prete, mentre il principe di Canino, il
moderno Luciano Bonaparte, tace. Forse non è così, forse Spaccari
parla per Bonaparte, forse no. Quello che conta è che da queste parti
hanno vissuto generazioni e generazioni di reggitori che ci hanno
conservato il patrimonio. Queste persone sono nostre amiche.
Massimo
Faggiani
Articolo
di Piero Carosi
da "La Loggetta" n. 48 - gen/feb 2004
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