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Le
origini di Celleno sono varie ma quello che e' certo e' che il Paese ha
origini antichissime. Dionisio D'Alicarnasso sostenne che Celleno fu
costruito molti anni prima della fondazione di Roma da Italo in memoria
della figlia Cilenia. Comunque i piu' antichi reperti trovati nel
territorio di Celleno sono una cuspide di freccia e un'ascia in pietra
levigata rinvenuta in localita' Chiesola.
Questi
oggetti litici sono riconducibili al Neolitico (6000-3000 a.C.)
periodo in cui l'uomo riusci' a dominare la natura per la propria
sopravvivenza tramite l'agricoltura e la caccia. Dalla scarsita' degli
utensili rinvenuti non e' possibile sapere se nel periodo Neolitico
l'uomo fosse insediato nei territori di Celleno o lo usasse a scopo
venatorio. Fino al VII secolo a.C. non si ha notizie di vita nel
territorio cellenese ma dopo tale periodo c'e' una rinascita di un
piccolo centro abitato che sorgeva, con tutta probabilita', sul colle
dove oggi sorge Celleno.
Nel
periodo etrusco Celleno rappresentava una importante via di
comunicazione tra Volsinii ( Orvieto ) e Ferento etrusca con rapporti
con le zone Falisco-Veiente a sud, Tarquinese-Vulcente a ovest e
Volsiniese-Chiusina a nord. Il tipo d'insediamento a Celleno fu
caratteristico degli abitati etruschi con difesa laterale di grandi rupi
e una via molto stretta situata nella parte posteriore dell'abitato. Nel
264 a.C. i Romani arrivarono nel territorio e cacciarono gli Etruschi
.
Testimonianze
dell'insediamento romano si hanno in Localita' Fucile con resti
dei muri in opus caementicium ( con Malta e spessore in pietra ),
frammenti di tegole, mattoni e ceramiche per uso domestico. Il Gamurrini
parla di altri ritrovamenti fino all' epoca romana di Claudio a tre
miglia da Celleno. Egli inoltre rinveni' edifici romani sepolti nel
terreno, pavimenti a mosaico, vasellami, moneti. Anche nel Convento dei
Minori Osservanti di Celleno, Gamurrini trovo' una colonna scannellata
in marmo greco ed un frammento di cippo.
Celleno
divenne nodo di comunicazione stradale data la posizione favorevole che
partiva dal Tevere al Montefiascone e naturalmente, dato il punto
particolarmente di passaggio, subi' numerosi assedi e saccheggi da parte
dei Goti,Longobardi e Bizantini.
Nel
774 Carlo Magno caccio' gli invasori longobardi e riconsegno'
Celleno e gli altri feudi alla Chiesa. Celleno fu affidata ai
Monaldeschi della Cervara dalla Camera Apostolica. Inoltre Celleno subi'
continue lotte fra i guelfi e i ghibellini tra le due importanti citta'
Viterbo ed Orvieto. Nel 1172 i ferentini ( allora Ferento era una
grande citta' ) saccheggiarono Viterbo a tradimento , ma i viterbesi,
alleati ai cellenesi, ai montefiasconesi e ai vitorchianesi assalirono
i ferentini uscendone vittoriosi. Gli alleati rasero al suolo parte
della citta' di Ferento ed il territorio fu diviso fra i
vincitori.
Di
quella citta', un tempo distrutta, oggi' e' rimasto solamente
l'anfiteatro romano che oggi viene utilizzato per
rappresentazioni, i resti delle terme ed alcune tombe. Nel 1209 i
cellenesi dichiararono guerra alla citta' Bagnorea ( Bagnoregio ).
Intorno
all'anno 1220 Celleno si uni' alla citta' di Viterbo ( da
"Breve" di papa Gregorio VII ), al tempo il territorio era
dominato dallo Stato Pontificio e furono demoliti i castelli di
Monte Fiorentino, Rocchette, Cuccumelle ed i resti di Ferento a causa di
eresia.
Nel 1321
ci fu una ribellione della citta' di Viterbo verso la Santa Sede come
riferito da Monaldo Monaldeschi della Cernara. A causa delle continue
stragi dei viterbesi nei confronti della Santa Sede, i cellenesi si
distaccarono dai secondi, la "Lega dei Viterbesi". Finalmente
ci fu la pace nella Citta' viterbese ed i cellenesi furono nominati
cittadini viterbesi con onore.
Il
territorio di Celleno fu acquistato dal cardinale Orsini Franciotto ed
il papa Gregorio XIII prese sotto la sua fedele protezione il popolo
cellenese come nella " Breve " del 10 Aprile 1521. Al
1457 e 1572 risalgono due pergamene, nell'archivio comunale di Celleno,
che attestano il regno in quei periodi di papa Callisto III e
Innocenzo XI rispettivamente.
Nel 1696
a Celleno ci fu un grande terremoto il quale creo', con tutta
probabilita', la vallata intorno all'attuale paese antico. Nel
1789 i cellenesi contrastarono con l'uccisione di piu' di cento uomini
una truppa francese con la loro cacciata. I caduti furono seppelliti
sotto l'antica chiesetta di San Antonio davanti al Convento dei frati di
S. Giovanni Battista. Oggi la medesima struttura viene utilizzata come
cabina elettrica.
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