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 Celleno (VT)

Celleno la storia
dal sito http://members.fortunecity.it/celleno 


Origine della parola " Celleno "

Il nome Celleno ha origini antichissime che ci conducono all' antica civilta' etrusca e greca. Secondo il critico e storico greco, Dionigi d'Alicarnasso,  Celleno sarebbe stata fondata da " Italo discendente di Enotro, in memoria della sua figlia Cilenia; e cio' molti anni prima dell' assedio di Troja". Celeno, nella mitologia greca, era una delle tre arpie  figlie di Taumante e Elettra. In dialetto Celleno e'  "Cellano" , il toponimo puo' derivare da "cella" nel senso di grotta con il suffisso -anus che puo' avere un rapporto di pertinenza. La parola Celleno puo' voler significare cella in senso di cavita'. Nel territorio cellenese il suolo e' di natura tufacea che e' si mostrato molto utile nel tempo per  formare delle cavita'. Il suddetto etimo lo ritroviamo in altri nomi di localita' come Cellere ed altri.
Storia di Celleno

Le origini di Celleno sono varie ma quello che e' certo e' che il Paese ha origini antichissime. Dionisio D'Alicarnasso sostenne che Celleno fu costruito molti anni prima della fondazione di Roma da Italo in memoria della figlia Cilenia. Comunque i piu' antichi reperti trovati nel territorio di Celleno sono una cuspide di freccia e un'ascia in pietra levigata rinvenuta in localita' Chiesola. 

Questi oggetti litici sono  riconducibili al Neolitico (6000-3000 a.C.) periodo in cui l'uomo riusci' a dominare la natura per la propria sopravvivenza tramite l'agricoltura e la caccia. Dalla scarsita' degli utensili rinvenuti non e' possibile sapere se nel periodo Neolitico l'uomo fosse insediato nei territori di Celleno o lo usasse a scopo venatorio. Fino al VII secolo a.C. non si ha notizie di vita nel territorio cellenese ma dopo tale periodo c'e' una rinascita di un piccolo centro abitato che sorgeva, con tutta probabilita', sul colle dove oggi sorge Celleno. 

Nel periodo etrusco Celleno rappresentava una importante via di comunicazione tra Volsinii ( Orvieto ) e Ferento etrusca con rapporti con le zone Falisco-Veiente a sud, Tarquinese-Vulcente a ovest e Volsiniese-Chiusina a nord. Il tipo d'insediamento a Celleno fu caratteristico degli abitati etruschi con difesa laterale di grandi rupi e una via molto stretta situata nella parte posteriore dell'abitato. Nel 264 a.C. i Romani arrivarono nel territorio e cacciarono gli Etruschi . 

Testimonianze dell'insediamento romano si hanno  in Localita' Fucile con resti dei muri in opus caementicium ( con Malta e spessore in pietra ), frammenti di tegole, mattoni e ceramiche per uso domestico. Il Gamurrini parla di altri ritrovamenti fino all' epoca romana di Claudio a tre miglia da Celleno. Egli inoltre rinveni' edifici romani sepolti nel terreno, pavimenti a mosaico, vasellami, moneti. Anche nel Convento dei Minori Osservanti di Celleno, Gamurrini trovo' una colonna scannellata in marmo greco ed un frammento di cippo. 

Celleno divenne nodo di comunicazione stradale data la posizione favorevole che partiva dal Tevere al Montefiascone e naturalmente, dato il punto particolarmente di passaggio, subi' numerosi assedi e saccheggi da parte dei Goti,Longobardi e Bizantini.

 Nel 774 Carlo Magno caccio'  gli invasori longobardi e riconsegno'  Celleno e gli altri feudi alla Chiesa. Celleno fu affidata ai Monaldeschi della Cervara dalla Camera Apostolica. Inoltre Celleno subi' continue lotte fra i guelfi e i ghibellini tra le due importanti citta' Viterbo ed  Orvieto. Nel 1172 i ferentini ( allora Ferento era una grande citta' ) saccheggiarono Viterbo a tradimento , ma i viterbesi, alleati ai cellenesi, ai montefiasconesi e ai vitorchianesi assalirono  i ferentini uscendone vittoriosi. Gli alleati rasero al suolo parte della citta' di Ferento ed il territorio fu diviso fra i vincitori. 

Di quella citta', un tempo distrutta, oggi' e' rimasto solamente l'anfiteatro romano che oggi viene utilizzato  per rappresentazioni, i resti delle terme ed alcune tombe. Nel 1209 i cellenesi dichiararono guerra alla citta' Bagnorea ( Bagnoregio ). 

Intorno all'anno 1220 Celleno si uni' alla citta' di Viterbo ( da "Breve" di papa Gregorio VII ), al tempo il territorio era dominato dallo Stato Pontificio e furono demoliti i castelli  di Monte Fiorentino, Rocchette, Cuccumelle ed i resti di Ferento a causa di eresia. 

Nel 1321 ci fu una ribellione della citta' di Viterbo verso la Santa Sede come riferito da Monaldo Monaldeschi della Cernara. A causa delle continue stragi dei viterbesi nei confronti della Santa Sede, i cellenesi si distaccarono dai secondi, la "Lega dei Viterbesi". Finalmente ci fu la pace nella Citta' viterbese ed i cellenesi furono nominati cittadini viterbesi con onore. 

Il territorio di Celleno fu acquistato dal cardinale Orsini Franciotto ed il papa Gregorio XIII prese sotto la sua fedele protezione il popolo cellenese come nella " Breve " del 10 Aprile 1521. Al  1457 e 1572 risalgono due pergamene, nell'archivio comunale di Celleno, che attestano il regno  in quei periodi di papa Callisto III e Innocenzo XI  rispettivamente. 

Nel 1696 a Celleno ci fu un grande terremoto il quale creo', con tutta probabilita', la vallata intorno all'attuale  paese antico. Nel 1789 i cellenesi contrastarono con l'uccisione di piu' di cento uomini una truppa francese con la loro cacciata. I caduti furono seppelliti sotto l'antica chiesetta di San Antonio davanti al Convento dei frati di S. Giovanni Battista. Oggi la medesima struttura viene utilizzata come cabina elettrica.

 

 

 
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