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Le ricerche promosse
nell'ambito del programma di catalogazione dei beni culturali dal Centro
Regionale per la Documentazione per l'anno 1997 hanno interessato anche
il comprensorio del Comune di Farnese (VT), una delle aree più ricche di
testimonianze archeologiche e più ampiamente indagate dell'Etruria
meridionale. |
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Nel territorio di Farnese
ricade infatti parte della Selva del Lamone, un tavolato vulcanico
prodotto dall'attività del vulcano di Latera intorno alla quale sono
presenti importanti siti protostorici. |
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Subito a nord è
localizzato l'abitato di Sorgenti della Nova, uno dei pochi insediamenti
dell'Età del Bronzo indagati in modo estensivo; al margine meridionale è
localizzata la tomba a camera di Prato di Frabulino, databile al Bronzo
Medio e lungo un vallone immediatamente a sud è la necropoli eneolitica
del Naviglione. |
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La Selva del Lamone è
stata essa stessa oggetto di numerose indagini di superficie cha hanno
messo in luce l'esistenza di un fitto popolamento preistorico e
protostorico. |
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La zona affidata
all'indagine di chi scrive comprende la porzione occidentale del
territorio comunale, caratterizzata principalmente dall'estensione della
Selva del Lamone, nella quale sono presenti anche aree molto
limitate con coltivazioni stagionali e superfici a prato-pascolo oltre
ad aree edificate. |
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E' sembrato opportuno
affrontare questa ricerca a partire dalla verifica delle presenze note
privilegiando, in quest'ambito, le aree con visibilità stagionale e
quelle di macchia meno fitta ai margini della Selva. |
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Dei risultati di queste
indagini si anticipano alcune notizie riguardanti la vasta superficie
pianeggiante con margini ondulati posta lungo il versante sud-orientale
della Selva del Lamone, nella quale sono stati individuati in passato
numerosi siti pre-protostorici. |
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In questa zona lo scavo di
Piano Pianacquale ha restituito materiali archeologici databili dal
Neolitico all'Età del Bronzo Finale, attribuiti, insieme al sito di
Murcia Bianca, a un insediamento che si affacciava sulle rive di uno
stagno bonificato in tempi recenti. |
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Circa 600 metri a nord est
di Piano Pianacquale è stata individuata una piccola concentrazione di
materiali ceramici tra i quali è riconoscibile un frammento di olletta
decorata con motivi realizzati a rotella e a puntini che rientra
nell'aspetto definito di Norchia Pian del Casalone, databile al Bronzo
antico avanzato. |
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Circa 150 metri a
nord-ovest di questo sito, separato da questo da un tratto di fitta
vegetazione a macchia, è stato individuato un altro ridottissimo nucleo
di materiali archeologici tra i quali un frammento molto dilavato
d'impasto è pertinente a un'ansa con appendice ad ascia inseribile in un
momento avanzato del Bronzo antico. |
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Anche se estremamente
esigui, questi dati contribuiscono ad arricchire il quadro del
popolamento di questa zona che nel Bronzo antico risulta particolarmente
fitto. Molto interessante sarà verificare se questi indizi siano da
riferire a una realtà insediativa sviluppatasi contemporaneamente su di
un'area piuttosto vasta, o se invece siano ipotizzabili delle
dislocazioni dell'occupazione nel corso del Bronzo antico. |
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Procedendo verso nord-est
un altro sito, già noto con il toponimo di Campo del Gottimo ha ora
restituito materiali d'impasto, molto dilavati, tra i quali è presente
un frammento decorato con motivo angolare inciso campito a puntini
riferibile al Bronzo medio 3. |
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Il sito dista poco meno di
800 metri da Roccoia, località dalla quale è già noto materiale di
facies appenninica. Da quest'ultima area proviene ora una presa
con foro impervio collocabile in età Neo-eneolitica. |
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Isabella
Damiani |
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Testo tratto dalla Rivista
"Lazio Cultura" Bollettino dell'Area dei Beni Culturali e C.R.D., n. 0 -
2001. Ricerca di Isabella Damiani |