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 Manziana (RM)

Il monumento naturale della Caldara di Manziana
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La fauna - Rettili, anfibi e insetti
Tra i rettili è presente la biscia dal collare (Natrix natrix) e la biscia tassellata (Natrix tassellata) che frequentano le zone nei pressi del fosso della Caldara; il biacco (Coluber viridiflavus) dai tipici colori nero e giallo. Tra i prati e nei pressi del fontanile. è possibile incontrare il verde brillante ramarro (Lacerta virdis), che va a caccia di insetti e la lucertola campestre (Podarcis sicula).


Biscia dal collare

Molti anfibi popolano il fosso come la rana verde (Rana esculenta), il rospo comune (Bufo bufo), la raganella (Hyla arborea). Tra gli insetti acquatici di significativa importanza è la presenza dello scorpione d'acqua (Nepa cinerea). E' un emittero predatore caratterizzato da un tubo respiratorio caudale lungo dieci-dodici millimetri e da zampe anteriori raptatorie per afferrare le prede. Altri insetti predatori legati all'acqua sono le libellule. Nominiamo la Libellula depressa, Sympetrum Sanguineum e Anax imperator.
Numerose sono le farfalle diurne: la vanessa atalanta, la vanessa c-bianca (Polygonia c-album), la vanessa io (Inachis io), l'aurora (Anthocaris cardamines), la cavolaia (Pieris rapae) ed il macaone (Papilio macaon). Da citare anche la presenza di alcuni particolari insetti predatori: il Carbus lefevrei, la Cicindela campestris e la Cicindela nemoralis.
La storia
Il Monumento Naturale della Caldara di Manziana ha suscitato interesse scientifico e curiosità popolare sin dall'antichità. Caratterizzata dalla presenza di fanghi solfurei attirava l'attenzione dei legionari romani che, di ritorno da spedizioni in terre lontane, venivano qui a fare dei bagni per liberarsi da eventuali malattie esotiche.
Inoltre testimonianze scritte alla fine del 1700 raccontano che la Caldara con i suoi gas particolari era oggetto di interesse per molti. Nella lettera che scrive uno studioso di quel periodo, dott. Felice Maria Donarelli accademico di Tarquinia, possiamo ritrovare le stesse caratteristiche che tuttora suscitano la nostra curiosità. Si parla di un gas mortale per animali e uomini che lo respirano, un gas denominato dallo scrittore "aree metifico epatico, poiché annerisce gli argenti, spegne la fiamma, smorza i carboni accesi ed è attivissimo a soffocare in un istante ogni specie di animale".
Se in particolari condizioni questo gas può essere nocivo, secondo il Donarelli, lo stesso miscelandosi con l'aria, non solo perde la sua nocività, ma contribuisce alla conservazione della vita. Infatti mentre molte epidemie colpirono duramente nell'antichità i paesi limitrofi, a Manziana furono di lieve entità. Lo stesso racconta di come pastori abruzzesi e pugliesi venivano fin qui per raccogliere il fango sulfureo per curare malattie del bestiame come la rogna.

Tratto dal volumetto "Monumento Naturale della Caldara di Manziana"
Testi di Carla Picciurro
Foto di Massimiliano Paolini e Ass. Black&White di Oriolo Romano
Disegni di Giada Bassetti.
Hanno collaborato: Ass. Naturalistica Agrostis e Comune di Manziana.
Realizzazione: Grafimax Servizi Pubblicitari.

 

 

 
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