Le origini di Morlupo sono leggendarie come la
sua etimologia, lo si fa risalire al secolo VIII ad opera di profughi e
coloni scampati alle distruzioni e saccheggi di Monte la Guardia e delle
fattorie della zona, operati dai Saraceni e Ungheri. Dopo aver ceduto le
loro terre alla Chiesa in cambio di protezione e assistenza, si
rifugiarono in un "vicus" abbandonato e quasi inaccessibile, come una
mazzocca.
La presenza nel
Forum Morolupum di tre o più catacombe cristiane del secolo IV-V
dimostra che nuclei rurali e coloni di piccole fattorie agricole, già di
fede cristiana, sorgevano nel territorio di Monte la Guardia, di Fontana
Vecchia e nei voc. Sterpareti e Fornelli.
Papa Giovanni VIII assegnava il vicus e le
terre ad vicesimum della Flaminia al conte Giovanni di Leone, dux, che
costruì la chiesa di S. Giovanni Battista e vi fu sepolto il 16 luglio
898. In seguito fu investito ai monaci benedettini di S.Paolo fuori le
mura di Roma, che lo tennero fino al pontificato di Nicolò III.
Nel 1014
l'imperatore Enrico II occupava Morlupo, Castelnuovo, Fiano e Riano per
poi restituirli all'Abbazia di S. Paolo.
Un documento del
Registro Farfense mensiona nel 1038 due chiese rurali "in fundo Morlupo",
donate al monastero di Farfa. Anche il monastero di S. Ciriaco di via
Lata possedeva nel 1052 una vigna in territorio Morlupo in loco
basilorium, come pure vi possedeva beni il monastero di S. Pietro de
Fiorentillo.
Papa Gregorio
VII confermava nel 1074 e nel 1081 al monastero di S. Paolo il "castrum
Moorilupo cum suis pertinentis"; la stessa cosa fecero i papi Innocenzo
III con bolla del 1203, Onorio III nel 1218 e Gregorio IX nel 1236,
definendolo "castrum quod vocatur Morlupum".