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 Onano (VT)

L'antica chiesa della Madonna del Piano
Articolo di Giuliano Giuliani
da "La Loggetta" - Gennaio-Febbraio 2004
L'umile oratorio della Madonna del Piano sorge nell'immediata periferia del paese, in prossimità dell'acquedotto, nel punto in cui la strada proveniente da Acquapendente si affaccia sul declivio da cui appare all'improvviso il panorama di Onano.
Si può raggiungere solo attraverso una vecchia mulattiera, oggi in disuso e quasi completamente nascosta dal verde, che si arrampica per alcune centinaia di metri sulla dura superficie tufacea tipica della zona.
La chiesa, particolarmente cara al popolo di Onano fin dagli inizi del 1500, non conserva quasi più nulla dell'originale struttura. L'edificio infatti fu semidistrutto dal proiettile di un cannone il 14 giugno 1944. Fu un giorno tremendo e indimenticabile. Al calare del sole, la Madonna del Piano che per oltre quattro secoli aveva sorriso al saluto del viandante sulla strada di Acquapendente, mostrò il proprio volto lacero e disfatto dalla rovina. Fortunatamente il dipinto che si trovava all'interno, sopra l'altare, attribuito ad Antonio del Massaro da Viterbo detto il Pastura, allievo del Pinturicchio, scampò alla distruzione.
Nel dopoguerra si pensò prima di riparare i danni più gravi, e soltanto dopo alcuni anni un gruppo di volontari si adoperò al fine di ricostruire quello che la cieca ferocia bellica aveva distrutto. Purtroppo però era ormai troppo tardi. L'azione erosiva degli agenti atmosferici aveva infierito troppo su quei dipinti, tanto che alcuni di essi scomparvero completamente.
I colori martoriati dell'immagine della Madonna furono affidati all'opera paziente dei restauratori professori Turi e Crucianelli, che riuscirono a dare nuova vita al dipinto, poi giunto fino ai nostri giorni, costituendo un'importante testimonianza di arte pittorica locale.
La chiesa, secondo la leggenda, venne costruita dalla comunità come ringraziamento per la scoperta di Cristoforo Colombo. Un concio di tufo posto in alto, sul lato sinistro della facciata, porta infatti la data 1493. Le pitture all'interno furono però portate a termine più tardi, e precisamente il 2 maggio 1500, come si può leggere sul lato sinistro appena sotto l'immagine di S. Sebastiano. Dalla parte opposta è invece ben conservato, anche se acefalo, un S. Antonio Abate, santo tanto caro al popolo di Onano. 
Nell'immagine della Vergine, contornata da una mandorla iridescente e da un coro di angeli, sono chiaramente visibili i primi influssi rinascimentali. L'essenzialità delle linee, l'effetto chiaro-scuro, il senso della profondità, conferiscono al volto della Madonna un insolito candore ed una mistica armonia.
Oggi il dipinto non gode di ottima salute. Infatti mentre la parte superiore è ancora sufficientemente chiara, quella inferiore è ormai completamente scomparsa.

Giuliano Giuliani

Articolo di Giuliano Giuliani
da "La Loggetta" n. 48 - gen/feb 2004

 

 
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