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 Tarquinia (VT)

Il Palazzo Comunale di Tarquinia
A cura del Comune di Tarquinia - Assessorato alla Cultura

Di stile romanico con elementi che preludono al gotico, venne edificato, nel secolo XIII, sopra il tracciato della vecchia cinta muraria quando questa si era già allargata verso sud a comprendere nuclei urbani edificati intorno ai complessi monastici già esistenti.

Si sviluppa orizzontalmente presentando sul retro, nella via di San Pancrazio, un corpo massiccio a tre piani mosso da una serie di arcate a tutto sesto, cieche, poggianti su pilastri che all'origine avevano funzione di contrafforte, aggettanti dalla superficie.

Le finestre del secondo piano furono realizzate, a seguito della radicale ristrutturazione dell'edificio effettuata nel secolo XVI, chiudendo le preesistenti bifore con arco a tutto sesto delle quali rimangono tracce nella muratura.
Lungo tutto il fronte posteriore corre, elemento decorativo e divisorio, una cornice geometrica di nenfro lavorata a sbalzo. Un grande arco ogivale, che passa sotto l'intero edificio, congiunge Via San Pancrazio alla Piazza del Comune sulla quale si affaccia il fronte meridionale dell'edificio che, seppur strutturalmente omogeneo, si dimostra in realtà composto di due corpi di fabbrica contigui corrispondenti a quelli che, fin dal secolo XIV vengono indicati come "Palatium Dominorum Priorum" e "Palatium Domini Potestatis": nel primo risiedevano il Gonfaloniere, il Capitano dei Cinquecento e i Consoli (il cosiddetto Magistrato) con poteri amministrativi, nel secondo, quello contiguo alla Chiesa del Suffragio, il Podestà che esercitava il potere giurisdizionale e militare.
Sotto l'arco un portale in peperino indica l'ingresso dell'antica sede del Monte di Pietà, istituito il 7 maggio 1579 ed attivo sino alla prima metà del secolo passato.
Con quello posteriore, il fronte principale presenta una serie di arcate a tutto sesto che incorniciavano delle bifore chiuse nel XVI secolo e sostituite da finestre. La loggia, della quale si ha notizia sin dall'anno 1366, era originariamente priva della grande scalinata di accesso e della copertura: la scalinata, impostata su due grandi archi rampanti, in origine a sesto rialzato, venne realizzata nel XV secolo, mentre la copertura è documentata a partire dalla metà del XVI secolo.
La torre civica ed il corpo di fabbrica ad esso contiguo, verso nord, costituiscono la fase saliente degli interventi effettuati nel XVI secolo. Sporgente dalla struttura architettonica, poggia su di un'alta zoccolatura ed è suddivisa in tre piani mediante due cornici in nenfro una delle quali, quella inferiore, è la stessa che corre orizzontalmente lungo il davanzale delle finestre del secondo piano. Gli spigoli dell'attico sono costituite da due coppie di semicolonne che racchiudono le lesene angolari.
Il vano campanario è coronato da archi a tutto sesto poggianti su due robuste e brevi colonne. Sino al XVIII secolo la torre era priva dell'orologio, che vi fu installato nel 1733 dopo che la vecchia torre dell'orologio (della quale si hanno notizie a partire dal secolo XV e che si trovava, in prossimità del Palazzo Comunale, probabilmente nel sito attualmente occupato dalla Chiesa del Suffragio e dalle altre fabbriche) venne demolita in quanto fatiscente.
Il portone principale posto all'estremità destra dell'edificio, porta, attraverso due rampe di scale ad una sala, anticamente adibita ad aula consiliare, le cui pareti sono coperte di affreschi, databili ai secoli XVI e XVII, con scene e personaggi riferiti ad episodi salienti della storia cornetana (Corneto è il nome che ebbe l'odierna Tarquinia sino all'unità d'Italia).
Nell'attuale sala consiliare che venne utilizzata dal XVII secolo sino ai primi del '900 come teatro comunale (al quale si accedeva dal portale in peperino situato sul retro del palazzo in Via San Pancrazio) si notano, in alto sulla parete di fronte all'ingresso, tracce di un affresco rappresentante la Crocifissione, databile al secolo XIV, segno evidente di una originaria destinazione religiosa di almeno una parte del vasto locale; alle pareti, una serie di dipinti del Maestro R. Sebastian Matta.
 

 
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