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I Vitelleschi di Corneto
Articolo di Giovanna Mencarelli
da "La Loggetta" - n. 48 - gen.-feb. 2004

Secondo la tradizione i Vitelleschi iniziarono a esercitare il potere sulla città e sul territorio di Corneto dalla fine del secolo XIII, quando, signori della fazione aristocratica, spregiudicatamente entrarono in conflitto con il Comune, nella pretesa di ottenere l'immunità dal pagamento delle gabelle.

Della casata, tra gli esponenti che si distinsero per le gesta e per i ruoli ricoperti, si ricordano Matteo, che avendo spesso esercitato il potere attraverso azioni vessatorie nei confronti delle città e dei cittadini, fu ucciso nel 1330; Manfredo, che (1336) capeggiò i cornetani, accorsi a Roma in aiuto di Cola di Rienzo e che da quest'ultimo ottenne in cambio (1337) il comando sul Patrimonio di San Pietro; Vittuzio, barone di San Lorenzo in Lago, che nel 1410 si distinse nella difesa di Castel Sant'Angelo a Roma, minacciato dal re di Napoli Ladislao; Pietro, fratello di Bartolomeo, castellano (1440) della Rocca di Civitavecchia; Carduzio, ambasciatore presso il papa Callisto III (1455-58, Alonso Borgia); Muzio (Roma 1563-ivi 1645) sesto generale della Compagnia di Gesù, che, tra l'altro, favorì la canonizzazione di Ignazio di Loyola e di Francesco Saverio (1622), celebrò il centenario della fondazione della Compagnia (1634) e si dedicò all'insegnamento della filosofia e della teologia al Collegio Romano.

Con lui e con suo fratello Marcello, canonico di Santa Maria Maggiore, il casato - alcuni esponenti si trasferirono a Roma per ricoprire ancora prestigiose cariche - si estinse in linea maschile; pertanto il nome, il titolo e l'eredità passarono (1624) ai figli di Virginia, sorella dei due, andata sposa a Girolamo d' Nobili di Rieti, da cui ebbe origine la famiglia Nobili Vitelleschi, la cui discendenza è presente oggi tra Firenze e il castello avito di Labro in provincia di Rieti.

Giovanna Mencarelli

Articolo di Giovanna Mencarelli
da "La Loggetta" n. 48 - gen/feb 2004

 

 
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