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 Valentano (VT)

La Rocca Farnese di Valentano

La Rocca Farnese di costituisce il monumento più significativo di Valentano (VT). Non conosciamo le origini della costruzione, anche se notizie di un Castrum fanno ritenere che una prima sistemazione possa risalire ad epoca longobarda.

In ogni caso è verosimile che, già nel X secolo, Valentano fosse munita di una cinta muraria che, seguendo l'andamento della collina, cingeva l'abitato con un ovale aperto in due punti, in corrispondenza della porta di San Martino ad est e di quella Romana ad ovest.

La struttura più antica della Rocca sembra la torre ottagonale dell'angolo sud-est dell'edificio, la cui costruzione risale al 1296 secondo un documento orvietano. Essa fu incorporata dai Farnese quando trasformarono la Rocca in un palazzo in occasione dei matrimoni di Angelo Farnese nel 1488 e di Pier Luigi nel 1519.
Il 21 gennaio 1466 si registra un atto tra le comunità di Bisenzio e Valentano nel quale si fa riferimento alle fortificazioni di Castrum Valentani ed al Palazzo Farnese annesso.
Il materiale ceramico recuperato in un piccolo ambiente al piano terra sul lato nord del colonnato del cortile quattrocentesco ha confermato l'utilizzo dell'edificio a residenza nobiliare a partire dalla seconda metà del XIV secolo.
La Rocca nella seconda metà del XV secolo fu ampliata e abbellita da Pier Luigi Farnese il seniore, padre del cardinale Alessandro, con una profonda e sostanziale ristrutturazione dell'intero edificio.
Altri interventi si devono in particolare al cardinale Farnese che, nato nella Rocca, aveva abbellito il suo appartamento. Divenuto papa col nome di Paolo III fece costruire il loggiato monumentale verso sud.
In queste attività di ristrutturazione della Rocca è attestata la presenza di architetti di rilievo. Alcune opere, infatti, sono state attribuite ad Antonio da Sangallo il Giovane che molto probabilmente disegnò il camino monumentale in travertino, il portale di accesso al salone principale e forse anche il pozzo.
Con la caduta del Ducato di Castro, nel 1649, il castello tornò sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa che non trovò miglior utilizzazione, insediandovi un presidio militare. Anche la comunità locale se ne servì come prigioni e granai.
Nell'aprile del 1731 il complesso fu destinato ad accogliere un monastero per suore di clausura. A quest'epoca risale la costruzione della chiesa e delle strutture divisorie per ricavare le celle, e la ristrutturazione dello scalone di accesso ai piani superiori (Scala Santa).
Nell'ala di ponente fu ospitata una guarnigione di zuavi pontifici dal 1867 al 1870, mentre durante l'ultima guerra mondiale molti locali accolsero famiglie di profughi e sfollati.
Nel 1957 il castello fu affidato alla Curia Vescovile di Montefiascone che avrebbe dovuto adibirlo a sede di iniziative assistenziali e religiose. Attualmente l'edificio, di proprietà comunale, ospita il Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese.

Giuseppe Mollo

Tratto da "Lazio Cultura - Bollettino dell'Area Beni Culturali e C.R.D." - n. 0, 2001. Testo di Giuseppe Mollo.
 

 
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