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Vejano
(VT)
La Cappella Santacroce
La cappella funeraria
Santacroce fu costruita per ospitare le salme dei membri della famiglia.
Il Sacello Funerario dei Santacroce costituisce una costruzione a se,
rispetto alla Rocca dimora dei Signori del feudo e rispetto alla Chiesa
dell'Assunta.
Sorge, infatti, tra le
case del paese medievale sul bordo di un dirupo. Esso è costituito da
due ambienti nettamente distinti: nel fondo c'è il Sacello funerario
vero e proprio, mentre davanti si trova una specie di atrio, di pianta
quadrata con le pareti intonacate ma completamente disadorno.
Questo vestibolo si
presenta sulla strada con una semplice facciata realizzata in tufo,
posta sul filo delle case adiacenti. Il solo elemento di tale facciata
degno di un certo interesse è il portale d'accesso, costruito in
peperino.
La parte più importante
dell'intera costruzione è rappresentata dal Sacello funerario.
Quest'ambiente ha una pianta rettangolare, il sacello appare risolto
architettonicamente attraverso l'inserzione di un ordine di piastre
ioniche su piedistalli in peperino che tripartiscono ciascuna superficie
inquadrando al centro un arco. Lo stesso è ripetuto sulle quattro
pareti anche su quelle più corte, sia pure con modificazioni
conseguenti al minor spazio disponibile, ed ancora ritorna sulla
facciata esterna, che dà sul vestibolo, in modo identico a quello posto
ad organizzare le pareti interne corrispondenti.
Il Sacello Santacroce
Il Sacello, quando fu
costruito e da chi
Via della Cappella
Secondo gli studi di
Arnaldo Bruschi, la costruzione del sacello vero e proprio iniziò e si
concluse nel 1569. Fu Scipione Santacroce, Vescovo di Cervia, ad
ordinare la costruzione della cappella per seppellirvi il padre Onofrio
III, Signore di Vejano, morto qualche anno prima. La cappella avrebbe
poi accolto le sue stesse spoglie e quelle della propria famiglia.
Sembra, a detta del
Bruschi, che l'autore dei disegni della cappella sia da ricercare tra i
seguaci del Sangallo, probabilmente fu l'architetto Bartolomeo Baronino.
Il Buschi conclude inserendo il sacello funerario Santacroce come
prodotto non insignificante di un particolare momento culturale tra il
Sangallo e il Vignola, ovvero tra Classicismo e Manierismo.
Tratto
dal volume
"Vejano, tra storia e natura"
di
Pietrini Franco e Buono Sergio
2003
Comune di Vejano (VT)
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