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 Vejano (VT)

La fauna e il paesaggio vejanese
di Sergio Buono
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Osserviamo la fauna
La morfologia del territorio, la variegata componente floristica e la diversità di habitat naturali, creano le condizioni ideali per la vita di un patrimonio faunistico molto interessante e ricco di specie.
Vacche maremmane e cavalli pascolano indisturbati nei prati rocciosi punteggiati da cespugli impenetrabili. In questi paesaggi agresti tipici della "Maremma", sono ancora vive le tradizioni dei Butteri.
Nei boschi e tra le fitte siepi, mammiferi schivi scorrazzano soprattutto all'imbrunire e durante la notte, tra loro il cinghiale (Sus scrofa) e la lepre (Lepus ssp.) oggetto di ripopolamento a scopo venatorio; ci sono poi volpi (Vulpes vulpes), tassi (Meles meles) ed istrici (Hystrix cristata) dagli inconfondibili aculei bianchi e neri.


Vacche al pascolo

Il riccio (Erinaceus europaeus) ed il topolino selvatico (Apodemus sylvaticus) si rifugiano nelle siepi, e nel passato è stata segnalata anche la presenza del lupo (Canis lupus).

Particolarmente ricca è l'avifauna che annovera specie stanziali e migratrici. Alcuni piccoli uccelli frequentano le siepi dove trovano cibo e protezione, come la capinera (Sylvia atricapilla), l'occhiocotto (Sylvia melanocephala), la passera scopaiola (Prunella modularis), il regolo (Regulus regulus) e lo scricciolo (Troglodytes troglodytes).
Gli alberi sono il regno della ghiandaia (Garrulus glandarius), cinciallegra (Parus major) e cinciarella (Parus caeruleus), che saltellano tra i rami insieme a gruppetti di vivaci codibugnoli (Aegithalos caudatus), mentre sulle chiome si vede la cornacchia grigia (Corvus corone coronix) e gli storni (Sturnus vulgaris) golosi delle bacche nere dell'edera.


Gheppio

Il fringuello (Fringilla coelebs) spesso gironzola lungo i sentieri in cerca di cibo, il varipinto cardellino (Carduelis carduelis) e il verdone (Carduelis chloris) fanno scorpacciate dei semi del cardo, invece il pettirosso (Erithacus rubecula) controlla il suo territorio gelosamente.
Non è raro ascoltare la tipica risata del picchio verde (Picus viridis), più raro è il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) ma il tambureggiare insistente sui tronchi degli alberi rivela la sua presenza. Durante la bella stagione arrivano il cuculo (Cuculus canorus) dal caratteristico verso, l'upupa (Upupa epops) dalla vivace livrea e la cresta erettile, l'averla piccola (Lanis collurio) che dall'alto delle siepi osserva le radure e il rigogolo (Oriolus oriolus).
Nel cielo piroettano i coloratissimi gruccioni (Merops apiaster) e la sterpazzolina (Sylvia cantillas) che vive tra le siepi. Ma tra tutti i "vacanzieri" spicca la raraghiandaia marina (Coracias garrulus) dal bel piumaggio azzurro. Sono stati osservati anche il bellissimo airone cinerino (Ardea cinerea) e la pavoncella (Vanellus vanellus).
Un'altra componente ornitologica assolutamente significativa, è quella dei rapaci. Il vicino comprensorio dei Monti della Tolfa è una delle zone d'Italia con la maggiore presenza di questi uccelli e alcuni di essi frequentano in particolare l'area occidentale.
Scrutando nel cielo si possono osservare mentre volteggiano agilmente il nibbio reale (Milvus milvus) tra le specie più rare d'Italia, il gheppio (Falco tinunculus), la poiana (Buteo buteo) ed il raro biancone (Circaetus gallicus), invece in estate arrivano il nibbio bruno (Milvus migrans) ed il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus). Tra le specie notturne ci sono il barbagianni (Tyto alba), la civetta (Athene noctua), ecc.
Rettili e anfibi sono una fauna molto importante per i delicati processi ecologici degli ambienti naturali, perché sono un anello fondamentale della catena alimentare; tuttavia, per il loro aspetto e la fama non certo rassicurante, da sempre sono disprezzati e temuti.
Alcune specie sono presenti tra i quali la vipera (Vipera aspis), l'innocuo cervone (Elaphe quatuorlineata), la lucertola campestre (Podarcis sicula), il ramarro (Lacerta viridis) e la simpatica testuggine di Hermann (Testudo hermanni). Nei punti dove le acque dei ruscelli ristagnano, trovano rifugio la rana dalmatina (Rana dalmatina) e il tritone punteggiato (Triturus vulgaris).
In questi ambienti proliferano molti insetti tra cui le notonette (Notonecta glauca), e le libellule che si cibano delle larve di zanzara. Merita menzione anche la presenza del granchio di fiume (Potamon fluviale). Infine, negli ambienti umidi vivono moltissimi microrganismi impercettibili alla vista ma molto importanti per la vita acquatica.
 

 
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