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 Vejano (VT)

La flora del territorio vejanese
di Sergio Buono
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Il patrimonio naturale del territorio vejanese è ricco e molto interessante anche da un punto di vista ecologico. I diversi ambienti naturali, sono habitat ideali per la flora e la fauna che annoverano alcune specie rare e quindi meritevoli di protezione e conservazione.
Boschi misti, zone umide del fiume Mignone e dei suoi affluenti, forre tufacee, prati cespugliati tipici della Maremma Tosco-Laziale e le aree agricole, sono i principali habitat naturali del territorio vejanese dove cresce un patrimonio floristico ricco e interessante, tra cui essenze rare e protette.

La vegetazione di Vejano presenta un'interessante varietà di elementi floristici per la presenza di specie tipiche delle zone mediterranee, balcanico-orientali e centro-nord europee, le quali convivono sfruttando le caratteristiche ambientali ed ecologiche del territorio.

Dal punto di vista arboreo, nei boschi misti sottoposti a ceduazione (Poggio di Coccia, Macchia del Paganello, ecc.) prevale il cerro (Quercus cerris) associato a roverella (Quercus pubescens), castagno (Castanea sativa) e qualche esemplare di pseudoquercia (Quercus crenata).

       
Cerro e stracciabrache

Sempre a livello arboreo si possono osservare il frassino comune (Fraxinus excelsior), l'acero di monte (Acer pseudoplatanus), l'acero minore (Acer monspessulanum) e l'acero campestre (Acer campestre).
Nel complesso si tratta di boschi luminosi più o meno diradati dove crescono molte essenze arbustive tra cui ricordiamo il sorbo comune (Sorbus domestica), la rosa canina (Rosa canina), il rovo (Rubus ssp.), il pungitopo (Ruscus aculeatus) o piccasorcio dalle bacche rosse, il biancospino selvatico (Crataegus oxycantha), il biancospino comune (Crataegus monogyna), l'asparago (Asparagus acutifolius), il ligustro (Ligustrum vulgare), la strisciante robbia (Rubia peregrina), l'edera (Hedera helix) e specie lianose quali il tamaro (Tamus communis), la vitalba (Clematis vitalba), il caprifoglio comune (Lonicera caprifolium) e lo stracciabrache (Smilax aspera) con i frutti raccolti in grappoli.
Lo strato erbaceo è vivacizzato dai numerosi fiori come i ciclamini (Cyclamen hederifolium e C. repandum), l'anemone appenninico (Anemone apennina) dai fiori bianchi e viola, la bocca di lupo (Melittis melissophyllum), la bugola (Ajuga reptans) dai fiori azzurrini ed importante specie mellifera, l'erba vajola (Cerinthe major), il favagello (Ranunculus ficaria), l'aristolochia rotonda (Aristolochia rotunda) e la viola (Viola hirta). Tra le orchidacee troviamo Epipactis helleborine e Platanthera chlorantha.


Rosa canina

E' interessante osservare come l'acclività dei terreni, l'esposizione alla luce e il tipo di substrato possano condizionare la vegetazione. Nei boschi di fondovalle (Fontiloro, Costa Paganella, ecc.), più freschi, ricchi di humus e umidità, prevalgono specie mesofile (amanti del caldo) come il carpino bianco (Carpinus betulus), aceri e castagni.
In questi luoghi riesce a vivere il ciavardello (Sorbus torminalis) ma anche altre specie che preferiscono la scarsa insolazione tra cui il raro agrifoglio (Ilex aquifolium), il nocciolo comune (Corylus avellana) e il sambuco nero (Sambucus nigra), mentre nello strato erbaceo sboccia in inverno il precoce bucaneve (Galanthus nivalis), poi la squamaria (Lathraea squamaria), la colombina (Corydalis cava) e la primula (Primula vulgaris).
Infine, nelle aree più degradate e lungo la strada provinciale, prosperano indisturbate due specie infestanti: la robinia (Robinia pseudoacacia) e l'ailanto (Ailanthus altissima).
 

 
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