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Vejano
(VT)
I protettori di Vejano
e il Santuario di Sant'Orsio
I protettori di Vejano
Le famiglie nobili erano
solite votarsi a dei Santi protettori e ad "imporli" nei loro
feudi, questo si presume sia accaduto anche a Vejano, che nella sua
storia ha conosciuto due Santi protettori: Sant'Orsio e Sant'Emilio.
Sant'Orsio fu venerato dai
principi Orsini e dai suoi amici Santacroce, mentre Sant'Emilio fu
venerato dai principi Altieri che comunque non "cancellarono"
la figura del Santo Paladino Orsio, che ancora oggi è amato e
festeggiato dalla popolazione.
Nella piccola cappella dei
Santacroce sono conservate le reliquie di Sant'Emilio, mentre per quanto
riguarda Sant'Orsio, dopo che qualche anno fa alcuni ladri rubarono il
braccio con la reliquia, sono stati donati alla Parrocchia di Vejano,
dal paese di Santorso (VI), dove si trova il corpo del Santo, dei
frammenti ossei del braccio.
Bisogna comunque rilevare
che la devozione della popolazione non ha scordato nessuno dei suoi
Santi Protettori e nelle rispettive feste partecipa con molto fervore
religioso.
Il Santuario di
Sant'Orsio
La chiesa di Sant'Orsio si
trova nella zona sud, fuori del paese, è stata costruita verso il 1500
dai feudatari dell'epoca, presumibilmente sulle vestigia di una piccola
cappella votiva, forse eretta dagli Orsini che avevano eletto a loro
protettore il Santo Paladino.
I resti di questa piccola
cappella si trovano sul retro della attuale chiesa, che nella recente
ristrutturazione è stata modificata in alcune sue parti strutturali,
come il campanile, la sagrestia e l'altare.
La costruzione è di
una semplicità estrema, ha una forma rettangolare, al suo interno ci
sono solo alcuni piccoli affreschi votivi, che in parte sono stati
ricoperti da intonaco.
Il Santuario di Sant'Orsio
La parte in fondo alla
chiesa è di stucco, di stile barocco, formato da due colonne con dei
rami di rose attorcigliate, che sostengono una semplice trabeazione ed
il frontone triangolare. Nei piedistalli sono riportate in rilievo lo
stemma dei Borgia e degli Orsini.
Il sito dove sorge il
santuario, come per molti luoghi di culto del genere, è legato a delle
leggende popolari. Alcuni affermano che la chiesa attuale sia stata
voluta così come è, direttamente dalla volontà del Santo, che di
notte cambiava la disposizione delle fondamenta, non permettendo ai
muratori e ai carpentieri che vi lavoravano, di portare avanti i lavori;
questo fino a quando non si adattarono alla "disposizione" del
Santo. Inoltre, prima di ultimare il tetto, erano sorte delle
difficoltà per la collocazione delle travi, non fu un grande problema
perché queste la mattina successiva furono trovate al loro posto in
perfetto assetto.
Un altro simpatico
racconto, afferma che la reliquia del Santo, il braccio, sia giunto a
Vejano portato da un ladro, che lo aveva trafugato per prendere l'anello
regale. Quando questi giunse nel territorio di Vejano in particolare sul
luogo dove sorge oggi il Santuario, mentre tutto intorno pioveva a
dirotto, quel punto era illuminato da un particolare raggio solare che
richiamò l'attenzione degli abitanti del luogo i quali venuti a
conoscenza di ciò che l'uomo aveva con sé decisero di edificarci il
Santuario.
Tratto
dal volume
"Vejano, tra storia e natura"
di
Pietrini Franco e Buono Sergio
2003
Comune di Vejano (VT)
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