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 Vetralla (VT)

Personaggi: ricordo di un guaritore
Articolo di Fulvio Ferri
da "La Loggetta" - N. 48, Gennaio-Febbraio 2004

In ogni paese ci sono stati e ci saranno guaritrici e guaritori che, senza laurea e rinunciando ai farmaci, con decotti e "pappette d'erbe" danno sollievo alla gente. Alcuni di questi soggetti levavano anche "l'occhiaticcio" (malocchio). Come in tutte le attività ci sono quelli bravi e meno bravi.

A Vetralla il migliore era Peppe de Chitarrino (Giuseppe Sanetti), o più semplicemente "Guitarrino", come lo chiamavano in un dialetto più antico. Qualcuno diceva che Chitarrino era l'unica struttura sanitaria efficiente a Vetralla!

La sua specialità era curare il torcicollo e le "crinature". Per il torcicollo, Chitarrino diceva al paziente: "Chiude l'occhie!"; poi prendeva il collo con le sue enormi mani contadine e con una secca manovra "scrocchiava" le vertebre e tutto andava a posto. Per le "crinature" (infrazioni ossee) Peppe impastava farina, aceto e chiara d'uovo. Metteva il tutto sopra una striscia di stoffa ricavata da vecchie lenzuola tessute a mano e fasciava la parte offesa. L'impasto si induriva come un gesso e dopo una quindicina di giorni veniva rimosso.
Franco Pistella, poeta dialettale contemporaneo, così lo ricorda:

A Peppe Chitarrino

Imponente nell'aspetto
un sorriso accattivante
spalle larghe, capo eretto
mani grandi da gigante.

Atteggiamento tracotante
con un viso da furbetto
la battuta fulminante
favorita dal dialetto.

Di mestiere contadino
anzi, meglio agricoltore
per la gente "Chitarrino"
rinomato guaritore.

Chi cercava le sue cure
presto era esaudito
distorsioni e slogature
il suo campo preferito.
Alcun compenso pretendeva
né in denaro né in natura
"Passa in cassa" ti diceva
fatti fare la fattura
Dal suo tocco scaturiva
sensazione di calore
che non solo ti guariva
ma faceva bene al cuore.
In un mondo d'imbroglioni
con gli onesti in minoranza
per Vetralla sei tra i buoni
che si sente la mancanza.
Ora certo devi stare
in quel luogo benedetto
e le ali visitare
di un simpatico angioletto.

Dal Calendario dei Ricordi - Vetralla 2004

Articolo di Fulvio Ferri
da "La Loggetta" n. 48 - gen/feb 2004

 

 
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