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In
ogni paese ci sono stati e ci saranno guaritrici e guaritori che, senza
laurea e rinunciando ai farmaci, con decotti e "pappette
d'erbe" danno sollievo alla gente. Alcuni di questi soggetti
levavano anche "l'occhiaticcio" (malocchio). Come in tutte le
attività ci sono quelli bravi e meno bravi. |
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A
Vetralla il migliore era Peppe de Chitarrino (Giuseppe Sanetti),
o più semplicemente "Guitarrino", come lo chiamavano
in un dialetto più antico. Qualcuno diceva che Chitarrino era
l'unica struttura sanitaria efficiente a Vetralla! |
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La sua specialità era
curare il torcicollo e le "crinature". Per il torcicollo, Chitarrino
diceva al paziente: "Chiude l'occhie!"; poi
prendeva il collo con le sue enormi mani contadine e con una secca
manovra "scrocchiava" le vertebre e tutto andava a posto. Per
le "crinature" (infrazioni ossee) Peppe impastava farina,
aceto e chiara d'uovo. Metteva il tutto sopra una striscia di stoffa
ricavata da vecchie lenzuola tessute a mano e fasciava la parte offesa.
L'impasto si induriva come un gesso e dopo una quindicina di giorni
veniva rimosso. |
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Franco Pistella, poeta
dialettale contemporaneo, così lo ricorda: |
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A
Peppe Chitarrino |
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Imponente
nell'aspetto
un sorriso accattivante
spalle larghe, capo eretto
mani grandi da gigante. |
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Atteggiamento
tracotante
con un viso da furbetto
la battuta fulminante
favorita dal dialetto. |
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Di
mestiere contadino
anzi, meglio agricoltore
per la gente "Chitarrino"
rinomato guaritore. |
Chi cercava le sue cure
presto era esaudito
distorsioni e slogature
il suo campo preferito. |
Alcun compenso
pretendeva
né in denaro né in natura
"Passa in cassa" ti diceva
fatti fare la fattura |
Dal suo tocco scaturiva
sensazione di calore
che non solo ti guariva
ma faceva bene al cuore. |
In un mondo
d'imbroglioni
con gli onesti in minoranza
per Vetralla sei tra i buoni
che si sente la mancanza. |
Ora certo devi stare
in quel luogo benedetto
e le ali visitare
di un simpatico angioletto. |
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Dal
Calendario dei Ricordi - Vetralla 2004 |
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Articolo
di Fulvio Ferri
da "La Loggetta" n. 48 - gen/feb 2004 |